Io e il topo – Epilogo

10 ottobre 2013 § 2 commenti

20130911-231148.jpgLa domanda potrebbe sorgere spontanea: che fine ha fatto il topo?
Dopo molte domande sul da farsi, svariati minuti di riso isterico, parte la ricerca delle consulenze:

  • cooperativa di Legnaia, dove hanno tutto per il giardinaggio e la coltivazione, ma nessuna soluzione per il mio topo (per i topi in generale sì, visto che in seguito ho accumulato ingenti scorte di veleno);
  • veterinario dei pelosi della genitrice per informarsi, quanto meno, sulla lunghezza dell’agonia mia e dell’inquilino indesiderato (“dottore, quanto campa un topo?”).

Dopo le consulenze, i piani di attacco insensati. A seguire la convinzione che gli inquilini siano due in realtà (basta poco: un fruscio qualunque e la casa automaticamente risulta invasa da milioni di topi).
Dopo i piani di attacco insensati, una cosa sensata: l’elenco dei derattizzatori fiorentini.
E quindi, l’azione: tentare di aprire le persiane da fuori.
Tentativo riuscito, che mi ha portato a

  • capire che l’inquilino era rimasto con la coda incastrata sotto la porta (“Ti ho aperto le persiane, te ne vai?!?… Mhhhh, forse hai la coda incastrata nella porta?”);
  • osservare il passaggio del topo (enorme e con la coda a zigzag);
  • farmi una cultura su topi, trappole e veleni;
  • sostituire le persiane smangiucchiate da un ratto affamato con delle persiane blindate accessibili solo a topi molto piccoli e predisposte per gattaiola.
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Io e il topo – Una coda spunta

30 settembre 2013 § 3 commenti

Dopo la scoperta del topo, una notte un po’ faticosa, eccoci alla manifestazione vera e propria del topo.

– Mamma, di sicuro sarà scappato da dove è entrato…però vieni lo stesso ad aprire tu la porta-finestra, ho già usato tutto il coraggio disponibile.
– Se non ci fossi io come fareste tutti quanti?!?
– Per ora ci sei, non mi pongo il problema.

Salotto di casa della Livietta, penombra. Dieci circa del mattino: la Livietta puzza di sudore nervoso e incazzatura.

– Lì….

La Mutter si avvicina, gira la maniglia della porta-finestra:
SQUIIIITTTTTSQIIIITTTTTTTT…..
– MERDA! (Urlo scappando in bagno)
– Merda, pensa la mutter richiudendo di scatto.
– Merda, quella cosa che spunta da sotto la porta è la coda del topo! Che si fa?
– Boh, le persiane sono chiuse, se si apre entra.
– Non esiste.
– Hai ragione.

Rumore di cervelli che pensano.

Livietta sadica, con una vena di soddisfazione:
– Devo avergli fatto parecchio male se non è riuscito a scappare.
Livietta animalista:
– Certo però, povera bestia…è lì da stanotte…
E infine, la Livietta che vuol sempre aver ragione:
– Vedi? Non ti ho svegliato inutilmente stanotte: il topo c’era davvero, ne hai le prove!

Io e il topo – Come dormire a 35 anni nel lettone con la mamma

14 settembre 2013 § 2 commenti

Continua la storia della Livietta del Topo.

Trunctrunctrunc (Apro le tre mandate della porta della mutter).

– Che faccio, mi butto sul divano o do segni della mia presenza? Do segni di presenza, magari si spaventa.
– Ciao mamma!
– Cacchio ci fai qui a quest’ora? Mi hai fatto prendere un colpo!
– Mi sa che ho schiacciato un topo tra la zanzariera e la porta-finestra. Presa dal panico ho deciso di venire qui. Posso dormire da te?
– Fatti il letto…
– No dai, mi fa fatica, posso dormire nel lettone con te?
– Ffffff, che palle però. Io dormo con la radio accesa.

– Certo che fa caldo qui da te…che cuscini di merda hai?!?
Maaaaaaoooooo….maaaaoooooooo…..mmmmmmmmaaaaaaooooooooo

Ed ero andata alla ricerca di un posto tranquillo dove riuscire a riposare un po’.

Io e il topo – Monologhi interiori

12 settembre 2013 § 5 commenti

Il sospetto di avere un nuovo coinquilino già lo avevo (troppi telefilm polizieschi?), ma tutto è stato confermato una domenica notte.

Mi sveglio di soprassalto.
Ore 1.20, qualcuno o qualcosa batte contro la porta finestra del giardino. In uno slancio di coraggio mi alzo, mi avvicino alla porta-finestra e mi accorgo che non è perfettamente chiusa.
Azz, penso, è il topo che cerca di entrare…che cacchio faccio?
Azz, penso, sono una fava e non ho girato la maniglia della porta-finestra prima di andare a letto.
Con un ulteriore improbabile slancio di coraggio, do una botta alla porta, giro la maniglia e scappo in camera.
…SquiiiiiiittSquiiiiiittt…trictrictric…squiiiiiiitttt…trictrictric….
Azz, penso, c’era davvero qualcosa e non un ladro a giudicare dai rumori. Che me frega? Mi sigillo in camera e dormo. Sì, vabbè, con le palpitazioni e le gambe che mi tremano? Ma figurati…sono le una e passa, finché mi riaddormento con il topo di là, se va bene sono le quattro. Sai che? Vo dalla mutter…per le due e un quarto dormo di sicuro.
Sempre ragionare in termini di economia di ore di sonno.
Borsa, telefono, kindle (come mi riaddormento sennò?) e via! Alla volta della materna magione.

Chissà che hanno pensato quelli che hanno visto passare a notte inoltrata in piazza d’Azeglio una bicicletta con in sella una che ridacchia beatamente da sola. La solita ubriaca?

Il fallimento dei buoni propositi

13 maggio 2013 § 1 Commento

tumblr_m1tqxrf1GB1qf6o97o1_1280Buon proposito: diminuire la roba da traslocare. Ergo, ho fatto parziale pulizia nell’armadio, cercato scatole vuote, ceduto camicie, barattoli, eletto il kindle ad unica fonte di lettura, prestato volentieri roba ai fratelli, …

Poi in una serata un po’ così incontri un libro che parla di fotografia, cinema e biciclette.
Lo lasci lì? Naaaaa…ce ne sono SOLO quattro copie.
Ma poi, vuoi regalare ad amazon i costi di spedizione? Naaaa, occorre arrivare ad almeno a 19 euri, quindi ce ne vuole almeno un altro piccino piccino…tanto se non pioveva oggi pomeriggio magari mi rimaneva ugualmente attaccato.

E meno male che son tirchia!

Anche le zie hanno un cuore. A volte.

5 dicembre 2012 § 1 Commento

IMG_0228Passo dalla Mutter e la trovo immersa negli scatoloni di Natale.
La Livietta non ha una scatola del Natale. La Livietta ha un albero che le ha regalato la Mutter appena trasferita.

Natale #1

Prendo l’albero e lo piazzo, con 4 cazzate sopra nel mio nuovo salotto VUOTO. La tristezza fatta Natale.

Natale #2

Mutter: “Ecco il tuo albero.”
Livietta: “Non me ne frega nulla.”
Mutter: “Dai, fai l’albero.”
Livietta: “Lo prendo domani.”
Mutter: “Prendilo ora.”
Livietta: “Vabbè, dammelo.” Meglio non discutere.
Albero di Natale NON decorato nel mezzo del salotto meno vuoto dell’anno precedente.

Natale #3

Mutter: “Prendi l’albero.”
Livietta: “Non me ne frega niente.”
Mutter: “Prendilo.”
Livietta: “Non ho voglia/tempo di decorarlo.”
Mutter: “Eddai….Non puoi abbrutirti così.”
Albero di Natale consegnato dalla mutter GIA’ decorato con degli orrendi vetri estratti da un vecchio lampadario. Albero di Natale riconsegnato ai primi di gennaio. Neanche mi ricordo dove abbia stazionato.

Natale #4-#7

Battaglia persa, l’albero resta nel suo sacchettino di plastica nel ripostiglio materno.

Natale #8

Mutter: “Venerdì viene Arianna, allestisco un po’ di Natale” (sottointendendo che a casa sua, col piffero che seminano angioletti, candele e babbi natali ovunque)
Livietta: “C’è anche il mio a giro?”
Mutter: “???” (Probabilmente mi vedeva già intenta a bruciarlo o a utilizzarlo in maniera distruttiva per qualche estroso esperimento fotografico)
Livietta: “Se è a portata di mano, lo porto da me. Anzi, mi dai anche qualche decorazione?”
Mutter: “?!?…Vanno bene le mele e i cuoricini di legno?”
Livietta: “Sìsì, quello che ti pare.”

Livietta: “Tieni gli avanzi, il puntale mi pareva eccessivo.”
Mutter: “Lo hai fatto davvero?”
Livietta: “Giuro! Guarda, l’ho pure fotografato.”

Il potere dell’arrivo dei bambini in famiglia.

Il famoso dolce al limone della Mutter /Cucinando #1

5 settembre 2012 § Lascia un commento

Dolce al limoneCi sono sapori che si ricercano da grandi, cibi e profumi che riportano a gioie dell’infanzia. Poi ci sono sapori dell’infanzia che hanno un effetto totalmente opposto. Uno di questi è il dolce al limone della mutter.
Il dolce al limone della mutter è famoso: roba che ti arrivano mail di amiche che vogliono la ricetta, di gente che la ferma per strada ricordandoselo dalle feste di compleanno delle elementari.
Visto che non lo sopporto e che un paio di volte l’anno mi trovo a dover trascrivere la ricetta dal vecchio libro di Betty Bossi, la riporto qui a futura memoria dell’universo.

Getraenkter Zitronencake

Lista della spesa:

  • 250g burro (è un dolcino molto dietetico)
  • 250g zucchero (è un dolcino parecchio dolce)
  • 5 uova
  • scorza grattugiata di due limoni
  • 250g farina
  • 2 cucchiaini di lievito
  • un pizzico di sale

Per la glassa:

  • 1dl anche abbondante di succo di limone
  • 100g di zucchero a velo

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