Tempi record

1 luglio 2012 § Lascia un commento

Niente ladri o spiePremesse:

  • alla Livietta il calcio sta tendenzialmente sulle scatole
  • la Livietta per europei e mondiali tira fuori il suo bignami da tifoso e si trasforma

Per il secondo punto, la Livietta va a vedere le partite dei mondiali e degli europei, preferibilmente in mezzo ad un sacco di gente. Per questi europei, si è limitata ad un paio di partite in una birreria in compagnia di Amici.
Pausa tra primo e secondo tempo.
Dialogo sui massimi sistemi:
– Vado ora a fare la pipì o aspetto l’inizio del secondo tempo?
– Mah…se vai ora hai un po’ di gente in più davanti, se vai dopo devi fare comunque a cazzotti per arrivarci…
– Mi hai convinto, vado ora…
Vado, solo tre persone davanti. Che culo. Il primo, veloce. Entra il secondo. Quello dietro si muove in maniera nervosa, sta per farsela addosso. Un po’ per non infierire, un po’ perché non sto messa tanto meglio, fo finta di nulla. Arriva la conferma del mio sospetto:
– Sei veloce?
(dice a me? Mi sa di sì)
– Solitamente abbastanza.
(sguardo tra l’incredulo e lo speranzoso)
Entro, faccio pipì, esco, lancio il “bomba libera tutti” prima di la armi le mani.
– Questa donna è un mito, ci ha messo un attimo!!!
Sono o no soddisfazioni?

Tarlo in Tour

27 aprile 2012 § 1 Commento

Il tarlo è in tour.
Non lo avevo ancora letto. Neanche sfogliato. Anche perché il Tarlo è autoprodotto e non si trova in libreria.
Però l’ho comprato.
L’ho comprato perché Mia ha parlato della sua creatura e perché Paolo (l’anello di congiunzione tra Mia e la Livietta) ha letto qualche riga.
L’ho comprato per lo sguardo di Mia mentre parte della sua creatura usciva dalla carta per arrivare alle nostre orecchie. Mia che adesso non ha più il diritto di dire di non avere istinto materno.
L’ho comprato non perché ho condiviso qualche bevuta con l’autrice. Però per colpa di quelle bevute non mi sono fatta fregare da un cielo neronero e mi sono comunque avventurata fino alla cité in bicicletta. Quindi forse sì, alla fine l’ho comprato anche per colpa di quelle bevute.
E ora che l’ho pure finito?

Scarpe

8 marzo 2012 § 1 Commento

FemminaEro discretamente (o meglio, schifosamente?) ubriaca. Varcata la soglia di casa dopo un tragitto in macchina seduta su un seggiolino per bambini, cantando a squarciagola con la mia collega che faceva prender fresco ai piedi troppo oppressi dai tacchi tenendoli fuori dal finestrino, il gesto più naturale era togliersi le scarpe. Per il secondo avevo due valide opzioni:

  1. spogliarmi e infilarmi a letto
  2. vomitare l’anima, spogliarmi e infilarmi a letto

Ovviamente ho scelto la terza, quella meno razionale, e cioè:

Guardare le scarpe nell’angolo, trovarle fotogeniche, prendere la macchina, fotografarle spiaccicandomi sul pavimento, attaccare la macchina al computer, scaricare l’opera (senza cancellarla dalla scheda per paura di far danni legati all’abuso di alcool), saturarla un po’, pubblicarla su flickr, andare in bagno, vomitare anche l’anima, farsi la doccia e andare a letto.

30 luglio 2007 § Lascia un commento

Aria strana stasera, pesante. Fossi al mare, mi sentirei salata. Mi assaggerei il braccio, e sentirei il sapore di sale. Invece no: sono a Firenze e sento solo l’umido, penso al vento che cambia e a Mary Poppins. Alle due birre e mezzo che ho bevuto. Pedalo e mi sembra di essere ferma: le stesse gambe che corrono piene di rabbia e di cose da urlare per il campo di Marte, stasera girano a vuoto. Si muovono e stanno ferme, però viaggiano. Viaggiano con incoscienza, viaggiano sui pensieri, sulle parole dette e non dette, viaggiano sulle parole di pannella che sto ascoltando ora, su quelle della bonino sentite ieri, su quelle che sono sgorgate davanti alla seconda chiara media a stomaco vuoto,…

20 settembre 2006 § 2 commenti

Era un sacco di tempo fa. La mia nonna paterna era in fin di vita in un letto di ospedale. Ho visto per la prima volta mio padre ubriaco. Anche se non lo voleva ammettere, sapeva benissimo che La Nonna (la lettera maiuscola è minimo sindacale) stava per lasciarci, idem mia madre per la quale La Nonna era una specie di mamma italiana e non la classica suocera (o nel caso specifico ex-suocera) rompicoglioni. E questa, assieme alla mia laurea, è l’immagine più bella e commovente che ho dei miei genitori assieme: due adulti ubriachi-tristi-genitori che si vogliono bene e che si raccontano non i più profondi ma quasi cazzi loro e si sfogano e tirano fuori tanto (perchè tutto, diciamocelo, sarebbe troppo. troppo strappalacrime, forse, e poco realistico. Quella sera nessuno ha dormito abbracciato alla tazza del cesso).Era un po’ di tempo fa. Fine di una bella ma troppo lunga storia d’amore della sottoscritta. Vari invaghimenti. Chiacchierate lunghe su vita sentimentale e sessuale della sottoscritta con l’Augusto genitore. “Se tua figlia ti raccontasse certe cose….”, “Se ne parla! Tranquillamente, che ti credi?”…Era forse un’ora fa. Usciti dal teatro del sale, allegrotta io, decisamente alticcia la genitrice (colpa anche del grappino post-tutto usato come idraulico liquido), si inizia la disperata ricerca dell’accendino. E le risate di tipo adolescenziale per l’accendino genitoriale in tasca e quello filiale in mano. E le ginocchia piegate per la pipì che incombe. E la sottoscritta che decide di scortare l’alticcia genitrice fino al portone di casa.Sto invecchiando: testimoni quei tre capelli bianchi in bella vista sulla mia capoccia.

Fiori d’arancio

27 maggio 2006 § 4 commenti

Durante una rovinosa mano a burraco, tra un rutto e un sorso di grappa, il mio compagno di gioco, nonché fratellino maggiore (anzi medio), mi ha annunciato che mi ha scelto come testimone. M’è cascata la mascella per lo stupore, ho mostrato praticamente tutte le carte agli avversari, mi si sono illuminati gli occhietti di gioia e stupore.
E s’è pure lamentato che s’è perso disastrosamente.

A cena coi capi

12 maggio 2006 § Lascia un commento

Dodici ore praticamente filate in ufficio son pesanti.
Però brie fritto, ravioli ripieni di lampredotto coperti di sugo di carciofi, il tutto bagnato da una buona bottiglia di vino e accompagnato da una piacevole compagnia fanno tornare il sorriso sulle labbra a chiunque.

Dove sono?

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