Casalinghitudini: il bucato

26 novembre 2014 § Lascia un commento

La buona regola sarebbe: non fare oggi quello che puoi rimandare a domani.
Però le mie lenzuola eran piene di peli di gatto, peli di gatto, briciole-da-colazione-a-letto, peli di gatto, varie ed eventuali di incognita natura.
Troppo anche per me, scatta quindi il piano: programmare la lavasciuga alle sette e spiccioli di mattina in modo che sputi fuori intorno alle otto abbondanti, per trovarsi a decidere tra:
dormire nel sacco a pelo buttato sul materasso: no, il sacco a pelo è in attesa del suo turno in lavasciuga;
prendere le lenzuola pulite e piegate dall’armadio: no, domani quelle pulite puzzerebbero di umidino dopo lunga attesa e toccherebbe rilavarle e riporsi il problema o, nella migliore delle ipotesi, doverle piegare per metterle a posto (orrore!).
Non resta che rassegnarsi al destino stabilito alle sette di mattina e svuotare la lavatrice, far prendere aria e andare a letto nelle lenzuola fresche di bucato, seguendo il terribile piano iniziale.
E anche oggi, la Livietta si è fregata da sola.

Io e il topo – Epilogo

10 ottobre 2013 § 2 commenti

20130911-231148.jpgLa domanda potrebbe sorgere spontanea: che fine ha fatto il topo?
Dopo molte domande sul da farsi, svariati minuti di riso isterico, parte la ricerca delle consulenze:

  • cooperativa di Legnaia, dove hanno tutto per il giardinaggio e la coltivazione, ma nessuna soluzione per il mio topo (per i topi in generale sì, visto che in seguito ho accumulato ingenti scorte di veleno);
  • veterinario dei pelosi della genitrice per informarsi, quanto meno, sulla lunghezza dell’agonia mia e dell’inquilino indesiderato (“dottore, quanto campa un topo?”).

Dopo le consulenze, i piani di attacco insensati. A seguire la convinzione che gli inquilini siano due in realtà (basta poco: un fruscio qualunque e la casa automaticamente risulta invasa da milioni di topi).
Dopo i piani di attacco insensati, una cosa sensata: l’elenco dei derattizzatori fiorentini.
E quindi, l’azione: tentare di aprire le persiane da fuori.
Tentativo riuscito, che mi ha portato a

  • capire che l’inquilino era rimasto con la coda incastrata sotto la porta (“Ti ho aperto le persiane, te ne vai?!?… Mhhhh, forse hai la coda incastrata nella porta?”);
  • osservare il passaggio del topo (enorme e con la coda a zigzag);
  • farmi una cultura su topi, trappole e veleni;
  • sostituire le persiane smangiucchiate da un ratto affamato con delle persiane blindate accessibili solo a topi molto piccoli e predisposte per gattaiola.

Dove sono?

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